martedì 7 febbraio 2012
L'ESSENZIALE..
Voglio combattere la mia aggressività, inizierò da qui.
L'esperienza mi insegna che quanto più cerchiamo di ignorare aspetti negativi di noi, tanto più questi rischiano di sfuggirci di mano e di danneggiarci. Il mio "atteggiamento aggressivo" compromette spesso le mie giornate, da un po' di tempo e rifletto su come sia difficile imparare a gestire l'aggressività.
Accade spesso che la situazione degeneri e che solo dopo un po', e con grande frustrazione, ci si renda conto della fragilità e della costruzione mentale che ci ha indotto alla reazione aggressiva immotivata e stupida.
Ma è troppo tardi.
Spesso mi sembra sempre di non essere adeguato, temo di essere deludente, ma soprattutto mi sono sempre occupato di essere troppo gradito agli altri.
Mi sono costruito un personaggio e vorrei che gli altri conoscessero questo, vorrei essere quel personaggio forte, saggio, sicuro, deciso, tollerante e comprensivo, ma non lo sono, sono uno qualsiasi, non più non meno di come sei tu.
Spesso padri e madri ci hanno insegnato ad evitare i conflitti, voltando le spalle a istinti primari della vita umana. Ma c'è un livello riflessivo, migliorativo, che con gli anni ci coinvolge, si fa attraente: bisogna riconoscere, mettere in salvo e curare amorevolmente l'essenziale per mettersi in salvo.
Io voglio migliorarmi.
martedì 27 dicembre 2011
LE DIFFERENZE E IL NATALE..
Immagino sempre un mondo migliore, migliore finchè non arriva il Natale a dimostrarmi quanta ipocrisia e grigiume c’è in giro.
Un mondo di colori spesso non lo vivo, ma me lo immagino perché voglio pensare che tutto sia bello, che sia costruttivo, ma alla fine arriva lo schiaffo sul collo che ti apre gli occhi, così come il Natale: ha senso essere buoni un giorno per essere stronzi negli altri 364?
Non preoccupatevi, nella mia vita anche quel giorno non è dei migliori.
La nostra vita è fatta di differenze.
Ogni vita è diversa da un'altra così ultimamente mi applico a osservare il mondo che mi sta attorno per capire cosa passa nella mente delle persone, lo trovo divertente e stimolante.
Lui: Ciao, sono attivo lo vuoi il cazzo?
Io: Con chi parlo? Vedo una foto del mare al posto della tua faccia..
Lui: Si, ma se non ci sono le condizioni è inutile vedere e parlare, perciò chieso..
Io: La condizione è che fai come dico io, sennò puoi metterti il dito con cui stai digitando nel culo, la mia faccia la vedi e io voglio vedere la tua.
Lui: Sei na checca isterica.
Il mio capo dice che sono ben pagato ma che devo fare di più, io dico che sono ben pagato ma che mi faccio il culo.
In questo caso la differenza è che io mi faccio il culo, il mio capo dice che devo fare di più perché gode nel vedermi fare il culo.
Anche nella mia vita privata è così.
Questo inverno ho avuto la splendida idea di tornare a casa in Calabria per le feste.
L’ho fatto in primis per risanare un rapporto non idilliaco con mia madre che ultimamente non andava per il meglio.
Chiarirsi è stato sicuramente il più bel regalo di Natale.
Penso onestamente che sia molto difficile fare il genitore, è complicato quando si anno più figli non fare preferenze.
Io non avrò mai questa difficoltà.
E così si torna a casa, rivivi gli affetti perduti, scopri nuove amicizie, delle altre te ne freghi, ma non per cattiveria solo perché capisci che ormai si sono prese strade opposte:
l’amicizia è come una pianta, se non l’annaffi magari hai la fortuna che ti resta viva, ma il balcone non splende più come una volta.
Così è anche la vita, cerchi di alimentare al meglio i rapporti, provi a spiegare che anche se non ci sei, ci sei lo stesso, ma alla fine se non si condividono determinate esperienze è la fine.
Lui: Mi manca tanto New York, fino a due anni fa vivevo li e ora sono qui in Calabria.
Io: Torna a New York se ti faceva stare bene, se stai qua vuol dire che infondo ti piace sto fottuto Natale di merda.
Lui: Vuol dire che semplicemente ho dei parenti a cui voglio bene.. comunque non mi diverto più a parlare con te, ciao.
Se il Natale è nervosismo è sicuramente la mia festa!
Ho ingoiato lacrime e dolore, la mia famiglia è sicuramente diversa da quella di una volta.
Quando sei piccolo e ingenuo credi a Babbo Natale, credi che la tua famiglia resterà sempre con te e che difficilmente ti abbandonerà.
Non è così.
Ho passato il giorno di Natale con mio nonno che urlava a sua figlia tutto il suo dolore telefonicamente.
Questo perché non aveva il coraggio di guardarla negli occhi.
Lui avrebbe voluto la famiglia unita il giorno di Natale, lei ha preferito passare le festività con altre persone, con la sua nuova famiglia.
Non so spiegarvi esattamente cosa ho provato sentendo mio nonno che ribadiva a mia zia i tanti sacrifici che ha fatto per lei, che è una stronza e che l’ha abbandonato il giorno della festa.
E’ come se io mi immedesimassi dentro un'altra persona e capissi cosa si prova “da padre”.
Così sono scoppiato in lacrime e l’ho abbracciato.
Non so perché ma sentivo che era giusto farlo.
Era come se qualcuno avesse abbandonato me, era come se mio nonno da padre, rivivesse in me da ragazzino quando credevo che tutto sarebbe stato perfetto, che sarebbe stato amore.
Dell’epoca ricordo il profumo delle candele, l’uvetta del panettone e le tante sedie che aggiungevamo alla tavola perché era grande, perché eravamo tanti.
Così dopo il pianto di sfogo ho guardato mia madre e le ho detto “io lo capisco”.
Mi sono seduto a tavola ed ho contato nuovamente le sedie, che però si calcolavano sulle dita di una mano.
Lui: Sei troppo per me.
Io: Vabbè parliamone, anche tu sei carino dai..
Lui: No sei troppo, se ci vediamo devi picchiarmi.
Io: … oO
Oggi che sono a Milano, sono cosciente che la vita è piena di differenze.
Per molti la differenza sta nella ragione, per molti la differenza sta in un sorriso malizioso o giocoso, per molti la differenza sta in innumerevoli cose.
A mio zio è sembrato differente anche la pasta con le vongole, ma la ricetta di mia nonna è la stessa da oltre 27 anni.
Tutte le notti andavo a letto alle 5 o le 6 si giocava a carte, ho vinto anche una discreta somma.
Tranne una notte: ho contattato un ragazzo su una chat, mi sono sfogato.
Lui non conosceva nulla di me, e per questo gli ho raccontato che ho una malattia chiamata “sesso” ma che sto cercando di liberarmene, perché non si dica più che sono una puttana.
Sembrerà strano ma delle volte parlare con sconosciuti serve.
Chiamatemi pazzo, imprudente, eppure è così.
Lui: Non cerco escort però quanto vorresti per farti leccare i piedi?
Io: Veramente non vorrei niente.
Lui: E per una pompa più una leccata di piedi?
Ho provato a cercare del sesso, più per curiosità.
Non avevo voglia di sfogarmi.
Ogni sera mi facevo delle grosse risate quando ricevo messaggi piuttosto equivoci e particolari.
Cazzo, delle volte mi sento il più normale possibile.
In questo racconto vi ho aggiunto degli elementi divertenti che potrete leggere.
Sono alcuni messaggi che ho ricevuto e che chiaramente ho letto sorridendo.
La differenza tra nord è sud sta anche nell’emancipazione nel vivere la propria omosessualità con rilassatezza e normalità.
Al sud purtroppo vi è ancora il problema a mostrare il proprio volto.
Però non è un problema prenderlo nel culo.
Magari anche se sei sposato o stai per andare a convivere.
Tornare a Milano però mi fa sentire davvero a casa, aprire la porta d’ingresso sbattere la valigia sul tavolo e adagiarmi sul divano è una sensazione magica.
E’ come se le pareti di casa mi abbracciassero, come se mi sentissi plasmato in una realtà perfetta.
Di differenze ne è piene il mondo, e non sono gli anni della tua vita che contano, ma come procedi nella tua vita.
Segui il tuo istinto, il mio non mi ha mai tradito eppure vi dirò .. mi sento sempre in bilico.
.. Io sto ancora cercando “la differenza”.
domenica 28 agosto 2011
Il pesce fuor d’acqua e gli altri pesci.
Sorseggiando un caffè bollente, in questa non proprio freschissima giornata estiva mi è venuta una voglia di raccontare, come sempre.
Ci fosse qualcuno con cui parlare delle volte sarebbe più semplice, ma aspetto paziente.. arriverà.
Ci sono giorni e giorni.
Giorni in cui sei un leone.
Giorni in cui vorresti prendere il primo sconosciuto e dirgli: “Ti prego resta con me” .. ma non è facile trovare le parole delle volte.
E così ricominci domani e poi dopo ancora.
In questi “giorni” mi sento terribilmente in disagio con le persone che quotidianamente incontro, nel lavoro, in discoteca o negli ambienti che haimè tutti frequentiamo.
Tutti uguali, perché mi sembrano terribilmente tutti uguali?
Ma soprattutto io sono come loro? Così vuoti.. così terribilmente monotoni.
Sono queste le domande che mi picchiano in mente costantemente, così ti senti un pesce fuor d’acqua.
E’ una strana sensazione, quella sensazione in cui tu sei il pesce, e ti ritrovi a prendere il sole involontariamente in una spiaggia deserta… il sole ti sta per bruciare, e tu… cerchi l’acqua, ti manca il respiro.
Vuoi chiedere aiuto e ti aggrapperesti volentieri al supporto delle persone vicine ma le vedi vuote, aride e prive di quella cosa, che non sai neanche tu cosa sia.
I tuoi occhi invece li vedi brillanti, i loro fermi, statici.
Questa estate ho deciso per questo di fare delle vacanze un pò diverse.
Ho preferito stare vicino ai miei cari, accudirli per quello che mi è possibile.. perché è il ciclo della vita.
Con il tempo infatti, ti accorgi che devi necessariamente ricambiare l’amore che ti è stato donato, non perché è un dovere, ma perché senti che è così e basta.
Crescendo capisci davvero quali siano i valori importanti, i valori che non ti tradiranno mai, sono i tuoi cari.
Quelli che delle volte soffrono in silenzio a guardare i tuoi sbagli, ma non ti giudicano.
Così quest’anno sono riuscito a fare una carezza a mio nonno, la prima.
Mio nonno è sempre stato il boss della famiglia, intoccabile.
Avete presente quelle persone che ci sono ma che non si vedono? Quelle persone che nell’aspetto sembrano burberi e aridi ma che si impegnano una vita intera per dare tutto alla propria famiglia, quelle persone che non vedi praticamente mai e che non parlano.
Quelle persone che cenano da sole alla sera e che non capisci perché non facciano una carezza ai propri figli.
Così quella carezza che probabilmente avrebbe voluto ricevere mia madre, l’ho data io a mio nonno quest’estate.
Per me questa è stata l’essenza della bella stagione.
Nello spazio e nel tempo mi sono allontanato anni luce, da quello che è il mondo omosessuale in mete estive.
Non amo i circuit del genere, non amo quelle vacanze in cui se non ti diverti per forza devi ricorrere al divertimento in cellophane e miscugli vari.
Mi sono risparmiato dalla visione di quei corpi gonfi con le pupille fuori dalle orbite, con quella grinta artificiale che è alquanto dubbia e spesso triste, viva la maturità, viva la distinzione.
Sarebbe interessante raccontargli che anche in una grande città come Milano è bello sorridere, che alla noia sempre più invadente basterebbe un abbraccio.
Mi piacerebbe spiegare, con tutta la modestia del mondo, che è bello essere diversi saper dire: “No grazie”.
Rischiando anche di sembrare stronzi.
Ma continuo a vederli tutti uguali, tutti trasudanti nelle loro canotte, niente miti da emulare, niente sogni, niente ambizioni, niente stimoli.
Ne ho francamente, pieni i coglioni .. i giovani gay fanno stronzate per sentirsi adulti. Gli adulti le fanno per sentirsi giovani.
E così è un eterna lotta. Un eterna sfida nell’essere quello che si è.
E arrivò settembre, un'altra stagione è andata.
Novità? Forse tante.
Non posso chiedere certezze a questa vita, ma se posso Dio, mi piacerebbe sentirmi come loro, senza presunzione ti chiedo possibilmente di non farmi essere proprio terra terra.
Mi piacerebbe vedere l’amore e i sentimenti, a patto che loro riescano ancora a vedere me.. queste ferite prima o poi devono chiudersi.
Non si può sempre crescere in fretta, dammela un po’ di superficialità se non chiedo troppo.
Se mi sorprenderanno ancora a sognare
sarà la fine, ed io non voglio morire!”
giovedì 30 giugno 2011
VOLTARE PAGINA..
Dopo 2 anni a quel telefono non risponderò più.
Ho cercato in tutti i modi di essere cordiale e gentile con tutte le persone che ho incontrato in questi due anni, ma era il momento di dire basta.
Fare pubbliche relazioni mi ha permesso di crescere come tutte le esperienze, sono maturato ed ho capito che ci sono delle cose che nella vita non farò mai perché completamente lontane dalla mia indole.
La droga ad esempio non mi piace, ma ne ho vista tanta.
E’ brutto dire “non lo farò mai”, perché sono il primo che ha visto migliaia e migliaia di ragazzi in questi anni, ed ho sempre cercato di non giudicarl, anche se spesso non li capivo, era come se non mi sentissi uno di loro.
Così quando mi dicevano “ma lavori nella serata dei fattoni?” sorridevo e andavo avanti per la mia strada.
Ieri ho eliminato totalmente il mio profilo di facebook. Avevo 5000 amici. Ne conoscevo forse 100.
E’ stata una situazione piuttosto surreale, sono tornato a casa alle ore 19.00 ho aperto il mio mac e ho iniziato a toglierne uno per volta, Facebook mi diceva “ma ne sei sicuro?!”.
Così per disperazione dopo due ore ho eliminato tutto, qualsiasi cosa.. stavo per perdere l’uso della mano che era divenuta praticamente in stato di cancrena.
Era pazzesco come ad ogni click mi accorgessi perché tutte le volte che uscivo e mi spostavo in un ambiente gay, tutti sapevano tutto di me.. ad ogni profilo dicevo: Ma questo chi è?! L’ho mai visto? Ci ho mai realmente parlato?
Ora capisco moltissime cose. Capisco perché la mia privacy si era ridotta a zero, capisco perché ero ben visto e delle volte le stesse persone che mi sorridevano il giorno dopo neanche mi salutavano.
E’ stato proprio l’ennesimo “Ne sei sicuro?” detto da un collega, che mi ha fatto prendere la scelta giusta.
Mi ha fatto capire che non puoi sorridere sempre e che un determinato atteggiamento imposto dopo un po’ rischia di essere falso e io non lo sono mai stato.
Mi sono guardato allo specchio e mi sono chiesto dov’era quel Fabrizio a cui piaceva tanto dire: Ma vaffanculo.
Non ero più in grado di conoscere me e di seguire con attenzione le persone a cui davvero volevo bene, perché non c’era più il 31 Dicembre insieme agli amici, non c’erano più i weekend dove mi pare, non c’era più faccio quel che voglio.
C’erano i soldi si e quelli aiutano.
Ma con tempo ho capito che la libertà non te la puoi comprare, quella col tempo viene a mancare quando non sei più in grado di ragionare se non con il Dio moneta. Ma è veramente il tuo Dio?
Ok chiamatemi stronzo, ma era tutto finto. Tutto.
Pensate davvero che il Santamaria era quello “sopra le righe” scritto su un social Network? pensate davvero che tutti i giorni postavo con il cuore determinati contenuti online se non per attirare l’attenzione dei più? No. Lo facevo per i soldi.
Allora ditemi pure che vi ho usati. Che sono materialista.
Me lo sono sentito dire almeno trecento volte.
Materialista per cosa? Perché mi guadagnavo da vivere onestamente? Perché ho sempre scelto di essere pulito? Perché ho sempre fatto le cose con correttezza? Perché ho sfruttato l’attimo e la mia intelligenza?
Oh allora sono fiero di essere un gran materialista.
Adesso la vita prosegue inesorabilmente, voglio cercare nuove esperienze.
Per adesso di locali no ne voglio sentire parlare, sono stato contattato da 4 serate gay nell’hinterland Milanese, ho detto no.
No perché io scelgo di fare quello che mi piace, e ora non è il momento.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno supportato, perché se ho ricevuto ancora dell’interesse vuol dire che ho fatto bene.
Ringrazio chi mi ha fatto compagnia con un drink dopo l’altro, ringrazio chi mi ha sorriso malgrado non sapeva chi fossi, ringrazio quelli che mi hanno detto: non sei un cazzo di nessuno.
Io non voglio essere nessuno. Io voglio essere semplicemente me stesso. Io. Libero perché se non cedi all’incertezza sarai sempre in gabbia.
lunedì 17 gennaio 2011
UNA FIAMMA FRA IL GELO MILANESE..
No, non sono pazzo.
Semplicemente penso che il silenzio e lo star per cazzi propri delle volte faccia riflettere, e ti dia la possibilità di analizzarti dentro come nessuno meglio saprebbe fare.
E così siamo arrivati a Gennaio del 2011 e fra pochi giorni sarà passato anche questo mese, come scorrono i giorni, e con quanta velocità.. pazzesco.
La vita prosegue costantemente..
La mia ha voglia di una rivincita non perchè io sia un perdente, ma semplicemente perchè tutte le volte che ho perso non mi sono sentito sconfitto ma ho sentito la voglia di andare avanti e fare di più.
Così è successo quando tempo fa con la mia schiena ho avuto un brutto incidente, bhè se ne parlo posso dire di essere stato fortunato, in realtà credo che le persone che mi giravano attorno non si siano soffermati attentamente sulla cosa, per primo ho fatto in modo che tutto fosse normale e che queste non se ne accorgessero, ma soprattutto perchè se le cose non te le vivi in prima persona amico, non sai cosa significa.
E così dispensando sorrisi e felicità al mondo, dentro crepavo.
Non potevo fare i miei ballettini in discoteca, non potevo fare sport, non potevo farmi le mie lunghe camminate in macchina di notte, non potevo scopare da vero contorsionista, insomma non potevo essere quello che sono: io Santamaria.
Eppure mi sforzavo, sperando sempre un giorno di poter dire “sto bene!” spero che quel giorno arrivi presto totalmente.
Comunque la gente è proprio stupida e superficiale, li riggiri come niente.
Non amo particolarmente l'inverno, il freddo è proprio qualcosa che non reggo.
Lo trovo mortificante, forse dovrei scegliere un paese caldo.. dove sia sempre estate, dove si possa fare sempre serata, dove si possa camminare col tetto della tua auto aperto e il vento fra i capelli.
In realtà vivo a Milano e in questi giorni sono attorniato dalla nebbia e dal gelo, ma non mi dispero visto che il lavoro mi tiene veramente molto impegnato, mentre il cielo si fa scuro io vivo.
Fra un mese circa tornerò in palestra e la cosa mi gratifica abbastanza, perchè è importante sentirsi apposto con se stessi, non per gli altri ma per l'amor proprio che ci contraddistingue.
In questi giorni posso dire di aver realmente imparato a nuotare, prima si galleggiavo ma era tutta un altra cosa ed ho così capito che l'acqua a parte sotto la doccia non fa proprio per me.
Il nuoto o lo senti dentro o non c'è cosa e io mi son sempre sentito un grosso cretino a nuotare, mi sarebbe piaciuto capire cosa passava nella testa del mio personal trainer, vabbè.
Stasera dopo molto tempo l'ho fatto a tre, ma è stato deludente.
Solitamente la domenica la utilizzo per ritagliarmi un momento di sesso e piacere, durante la settimana mi viene sempre complicato trovare tempo, certo avessi un fidanzato con cui svegliarmi sarebbe diverso.
Non mi è piaciuto, è stato davvero monotono, immobile, scuro.
Mi chiedo a cosa serve farlo a tre se poi uno dei tre ha il cazzo che non funziona (causa troppo studio secondo lui).
Quando qualcosa non va per il verso giusto sei sempre il primo a chiederti ma il problema è il mio o il suo? Perchè il suo cazzo non diventa duro? Perchè fa cilecca? Forse non gli piaccio? L'intimorisco? Ma allora perchè mi ha scelto?.
Il sesso gay non è poi così diverso da quello etero, i problemi sono gli stessi e se qualcuno non funziona come dovrebbe ti senti veramente mortificato.
Io queste cose non le capisco proprio, forse perchè malgrado le mie discrete dimensioni (ho sempre ammesso di non avere un pene enorme) ho la capacità di avere davvero un erezione super, sempre.
Dovrei darmi al porno magari, non c'è condizione che me lo renda poco efficiente.
Domani comincia un altra dura settimana lavorativa, così di nuovo in macchina a correre da un posto all'altro, avete mai riflettuto su cosa pensano le persone mentre guidano?
Io delle volte sono completamente assorto nei miei pensieri, pur badando alla strada ovviamente.
Sarebbe bello entrare nella testa della gente, mi ricorda un vecchio film visto e rivisto un sacco di volte.
In amore ancora niente, sono libero come un cesso dell'autogrill e non riesco proprio a essere affettivo e predisposto verso qualcuno.
Spesso faccio dei grossi tuffi nei silenzi, in quelle parole che non si dicono quando effettivamente c'è del vuoto, quella cosa che non ti spieghi perchè manchi sempre.
Allora esci con qualcuno e sei immobile, avvolto nei tuoi pensieri e rifletti: chissà cosa starà pensando di me? Magari che sono un cretino..
Come vorrei, poter affezzionarmi ancora a qualcuno, qualcuno di speciale.
Un ragazzo normale non mi interessa sia bello, ma che sia sexy, arrapante, intelligente.
Uno di quelli su cui puoi contare, uno di quelli che sai che c'è al mattino quando ti riempie di baci malgrado il tuo alito non sia dei migliori, uno di quelli senza troppo fisse, ma chi se lo prende realmente uno come me?
Celebralmente ho quaranta anni in un corpo di un ventiseienne, una piattola insomma.
E l'autostrada chiamata vita continua, il tempo mi consuma e io cresco: solo.
Delle volte mi immagino anziano, senza realmente degli affetti, non avrò certamente dei figli, insomma un disastro di vita.
E pure più vado avanti e più mi guardo indietro, e più mi guardo indietro più penso al mio futuro.
Fidatevi non è semplice essere me, eternamente in contrasto col proprio vivere eppur vivo.
giovedì 26 agosto 2010
Voglie irrefrenabili.
Ero a letto, ascoltavo il silenzio a luci spente e nel mentre cercavo di far ragionare gli ultimi neuroni che mi sono rimasti in testa.
Ho ricevuto un sms di un amico, al quale ho detto che ero al buio a testa in su e mi ha risposto allarmato: Ma che succede, qualcosa non va?!
No, non c’è niente che non va, semplicemente avevo voglia di starmene al buio e di riflettere, a voi non capita mai?!?.
Sotto il mio appartamento vi è un ristorante, mi piace chiudere la luce della stanza da letto, buttarmi sul mio matrimoniale e ascoltare quello di cui chiacchiera la gente è un po’ brilla dopo cena, si scoprono molte cose interessanti.
Sto al terzo piano perciò adesso che è settimana d’afa in quel di Milano ho comunque la possibilità di avere un po’ d’arietta che mi accarezza la pelle.
Meglio alzarsi e fare i piatti.
Questa sera erano pochi, ho mangiato al McDonalds uscito da lavoro.
Mi capita di uscire dal lavoro e avere delle strane voglie da dover soddisfare, spesso sono culinarie, riguardano il cibo di cui sono ghiotto.
Vivo ancora da solo, haimè non ho trovato la persona giusta o forse l’avevo trovata e me la sono fatta scappare, sinceramente è una domanda a cui non saprei rispondere.
Tornando a me, stasera avevo voglia di coccolarmi, schifezze su schifezze e non avendo qualcuno che mi aspetta a casa, ho pensato: perché non dovrei?!.
Ho ricominciato a fumare, era da novembre 2009 che non sfioravo sigaretta, non è poco sono passati 9 mesi, un parto.
Non accenderò la sigaretta adesso anche se qui mentre scrivo un po’ di pensieri qua e là ci vorrebbero due tiri ma cerco sempre di contenermi.
Tornare in città dopo le ferie lo trovo bellissimo.
E’ come tornare alle proprie abitudini, che se non ti disgustano ti gratificano.
Io non ce la farei a vivere in vacanza tutta la vita, e non capisco perché debba essere preso per pazzo quando in giro (se pur stando bene) menziono spesso la voglia di nostalgia casalinga.
Io qui ho i miei affetti, le mie piante, il mio computer a cui ormai non so dire no.
Piuttosto manco da questo Blog praticamente da secoli, ma come tutti i ragazzini che scoprono nuovi giochi, Facebook ha rapito praticamente tutte l’energie che mi restavano.
Sapete una cosa? Non è un periodo fortunato.
Ho 26 anni, ho un mal di gola pazzesco, mi sta uscendo l’ultimo dente del giudizio, ma soprattutto in palestra prima delle vacanze mi sono schiacciato un cuscinetto posto sotto una vertebra.
Sono praticamente pieno di antiinfiammatori, ne prendo tanti e credo che il prossimo mese ovvierò al dolore chirurgicamente.
Ormai è destino, ogni anno deve esserci un operazione chirurgica al mio corpo, è la scienza/medicina che probabilmente ha bisogno di me.
Il lavoro va alla grande invece.
Delle volte mi chiedo perché vada bene, così bene.
Delle volte mi rispondo: te lo meriti Fabrizio, hai prodotto e adesso raccogli.
Io credo fortemente nella meritocrazia, ma anche nelle innumerevoli botte di culo.
Servono eccome.
Sono davanti al tavolo del soggiorno e le porte d’ingresso sono aperte.
Ho il pisello al vento, fa davvero molto caldo.. l’ultima volta il mio vicino mi ha beccato praticamente in tiro e continuava a pormi domande, grazie a Dio ho scoperto successivamente che pur essendo sul balconato su cui da la mia sala non portava le lenti a contatto e quindi non ha visto il mio membro.
Sono ottimista per quest’anno, credo ci saranno grosse novità.
Per prima cosa, dovrei scegliere un locale con cui collaborare qualora volessi non accontentarmi del mio solo lavoro diurno.
A mio avviso non è il primo Gennaio il mese in cui si fanno bilanci, sono tutte cazzate poiché la stagione è già in corso.
Il mese in cui si cambia è proprio questo, settembre.
La città si ripopola e ricomincia la nuova stagione che spesso definisce al meglio tutti gli impegni che poi si svolgeranno durante l’anno.
Ho pensato ancora di prendere un cagnolino, ho voglia di amare, di dare amore e se proprio non mi riesce con un uomo forse è il caso di provare a darne a un batuffolo da accudire.
Mi sento così grande, così cresciuto adesso..
Mi ero innamorato di un ragazzo, ho capito almeno che le infatuazioni potenti nella vita non è vero che accadano solo una volta sola.
Se ripenso al mio ex con cui sono stato quattro anni, penso che sia stato lui l’amore importante, da allora nulla nessun battito animale come cantava qualcuno.
Poi è arrivato questo tipo che non mi ha corrisposto e allora sono ancora solo.
Pazienza, prendo tutto con filosofia ormai.. del resto io non ho proprio fretta e sono convinto che l’accontentarsi non porti a nulla se non a piaceri momentanei che poi si spengono.
Per questo quando ho voglia di scopare non mi faccio problemi, lo faccio e poi ciao, chi se visto se visto, d’altronde mi sento attivo anche quando sono in ginocchio a fare un pompino, perché sei tu a decidere tieni l’uomo dalle palle.
Non conta quello che fai, l’atto sessuale in sé è tutta una questione di testa, conta la tua testa, le tue emozioni, quello che vuoi lo stai avendo e questa la teoria che mi ha portato a capire che fra attivo e passivo non c’è differenza.
Adesso scopo e basta, faccio quello che voglio con il ruolo che mi pare, dopo di chè mi accendo una sigaretta e addio, non ti rivedrò.
Sono sceso in Calabria questa estate, ho rivisto posti magici dopo due anni d’assenza.
Le radici non si dimenticano, ti permettono di ricordare ciò che sei.
Ho rivisto vecchi amici, quelle persone che una volta “trasferito” riesci a incontrare poco nella vita ma sai che sono con te sempre.
Io ho un rapporto piuttosto particolare con gli amici, è il mio carattere.
Non amo sentirli telefonicamente e non amo neanche vederli spesso, a mio avviso la vera amicizia è quel sentimento che va oltre tutto, anche oltre la voglia materiale di toccarsi.
Nota bene sono un tipo molto materiale, adoro baciare e abbracciare i miei amici (delle volte posso anche essere frainteso) ma quello che più mi piace sapere e che ci sono indipendentemente da tutto.
Non vederli per giorni e sapere che una volta rincontrati nulla è cambiato e possiamo riprendere da dove avevamo lasciato, so che è un pensiero “piuttosto strano” ma credo possa essere condivisibile con qualche sforzo.
Io se mi affeziono davvero sono affidabile, amo dare purchè riesca a ricevere e a capire che chi mi sta “dando” lo faccia in maniera disinteressata se no non è amicizia e sparisco totalmente.
Si credo che mi accenderò una sigaretta adesso, sto tutt’ora ascoltando la gente che mangia al ristorante, ride.
E’ bello sentire la gente sorridere, spesso questa città è troppo seriosa e non capisco perché, forse la gente è troppo dedica al lavoro alla produttività e si dimentica l’individuo stesso, delle volte ci si dimentica pure di se stessi, male.
Dimeno la mia schiena anche se vorrei star fermo ma sto proprio male, ma non dicevano che la palestra facesse bene!?.
Sono le 22.51 sul mio Facebook la gente discute animatamente fra se stessa, io non intervengo rido e mi compiaccio, adoro che si possano scambiare idee e concetti senza il mio intervento, credo sia qualcosa di molto costruttivo.
Mi sento legato a qualcuno di loro, non li conosco tutte personalmente quelle persone, eppure ognuno ha la propria testa, i propri interessi e questo è molto stimolante.
Mi sono affezionato nel leggerli, li ammiro molto spesso.
L’estate sta per volgere al termine, io a dire il vero non vedo l’ora di risolvere i miei problemi di salute e tornare a fare le mie duemila cose al giorno, non amo stare fermo, mi sento inutile.
Credo di prendere da mia madre, oddio con l’età si è lasciata andare ma ricordo che da giovane usciva di casa alle 7 del mattino e tornava alle 22/23 di sera.
Mia madre è la classica donna che ha cresciuto due figli da sola, con due palle grosse e dure quanto una casa.
Delle volte quando mi dicono di assomigliarle sono compiaciuto, anche chi non la conosce non può non stimarla, ha quell’aria di vita, quell’aria da vissuta che io adoro.
Mi piacciono le persone indipendenti, le persone che lavorano, che vivono da soli praticamente da sempre, che hanno una loro indipendenza, delle utente intestate e che sappiano fare la fila in banca, piuttosto che dal meccanico.
Forse è per questo che sono solo, si sono estinte.
Mi piacciono le persone altruiste, ma molto individuali perché credo che la soddisfazione personale porti al beneficio del saper stare anche in mezzo agli altri.
Si è fatto tardi, mi accendo sul serio la mia sigaretta ma devo trovare qualcosa per accenderla, avevo fatto sparire qualsiasi forma di accendino dal mio appartamento.
Fra poco andrò a letto, da solo.. come 6 anni a questa parte ormai, ma è la vita, la mia vita e sinceramente pensare al perché sono solo tutt’ora no ne ho voglia.
Ho riflettuto abbastanza questa sera.
Click.
giovedì 11 febbraio 2010
L'amore materno
L'amore materno è viscerale, l’amore materno sei tu mamma che sciogli i miei quesiti con i tuoi sguardi, con le tue parole, con la tua saggezza.
L’amore materno è il mio buonsenso a saperti ascoltare, anche con i tuoi silenzi.
L’amore materno è stato appoggiare la mia testa sulla tua spalla.Anche stasera. Ti voglio bene mamma.
venerdì 11 settembre 2009
La fantasia e il pensiero...
1. Fate sesso, se avete desideri, senza problemi. Ogni lasciata è perduta.2. Volate alto, metteteci fantasia. 3. Parlate poco di voi e di quello che avete in mente, mai di sesso, ma cercate di essere protagonisti.4. Nessun complesso verso i tabù. Nessuno mai vi ringrazierà, se siete fedeli, siate fedeli solo a voi stessi.Non fate collezionismo, ma cogliete l’attimo fuggente.5. Accennate il primo passo, se vi va. Potete avere chi volete.6. Vince chi fugge, ma inutile fuggire se nessuno vi insegue. Fatevi trovare.7. Gelosia al punto giusto: stuzzicare senza soffocare.8. Più costate, più valete. Ovviamente, entro i limiti delle possibilità.9. Perdonate. Ma non dimenticate. Ogni tanto, ricordate… E l’unico perdono totale resta comunque, e sempre, soltanto la vendetta.10. Essere fedelissimi nei sentimenti.
martedì 3 febbraio 2009
MARTEDI, TRE FEBBRAIO 2009
sabato 20 settembre 2008
UN SANO BUGIARDO
Sia chiaro penso che gli uomini per natura siano portati a mentire e che probabilmente gli unici a risparmiarsi questo ingrato convenevole siano falsi a loro volta.
L’uomo per natura non può mentire solo a se stesso, ma può convincersi di aver mentito a fin di bene.
Io ho spesso mentito a fin di bene:
Mi masturbo poche volte.
Ho fatto i complimenti per un jeans orrendo a un tipo della mia palestra solo perché quest’ultimo era visto di ottima luce dal resto della palestra e quindi appetirmi la sua simpatia poteva sempre essermi utile.
Mi sono depilato il cazzo perché faceva più pulizia anche se in verità era perché un demente mi aveva passato le piattole.
Ho mentito quando l’ultima volta ho detto a me stesso che non avrei più fatto del sesso senza amore.
Ho finto di star male pur di stare a casa inghiottendo le peggio schifezze perché il mio dottore mi prescrivesse una gastrite.
Solo perché mi era uscito un brufolo sulla guancia, ho ingannato il mio farmacista affinché mi vendesse una crema da spalmarmi in faccia contenente del cortisone (brucia anche la pelle).
Sul pianerottolo ho incontrato una vicina pessima e grassa alla quale ho detto: “ti trovo in ottima forma..”.
Ho inventato delle sciocche scuse a me stesso per smettere di fumare solo perché non più voglia di spendere soldi per comprarmi le sigarette.. e sto esaurendo.
A un mio vecchio fidanzato ho giurato di non averlo mai tradito ma una sera mentre lavoravo mi feci scopare da un buttafuori provocandomi rimorsi per giorni e giorni, ovviamente mentì su questa cosa per non rompere il rapporto… l’ho fatto a fin di bene!!
Ho raccontato a Mariella che in discoteca ci vado solo per divertirmi.
Ho mentito di essere arrivato tardi “perché avevo degli impegni” solo perché faceva più chic.
Non ho mai detto di aver assunto droghe perché la mia reputazione non andasse a puttane.
A una collega ho detto che il suo rosa fra i capelli stava benissimo quando avrai voluto dirgli di farsi una pulizia dentale prima di pensare al capello che tra l’altro era di pessimo gusto, sei la collega più cretina che io abbia avuto.
Ho spento il cellulare ribadendo il concetto: Non mi prende, non mi prende!
Tutti i giorni ribadisco che il colore della mia epidermide è originale perché mi piace sentirmi “uomo del sud” ma il realtà ho un colore pessimo e bianco come il latte.
Quando mi chiedono cosa mi piace in un uomo la prima cosa a cui penso sono i denti, ma forse è il cazzo perciò mento spudoratamente ma lo faccio con accortezza.
Ho pianto perché in quel momento dovevo farlo pensando alle peggio disgrazie della vita.
Il mio costume è trasparente solo perché mi piace il modello…
Non ho mai ammesso di dormire nudo perché mi piace arrotolarmi il pisello giustificandomi con: “ho caldo!”.
Ho aperto le finestre perché avevo caldo perché non si capisse che avevo scoreggiato.
E’ stato bello fare del sesso con te (…)
Ho inventato milioni di volte per mantenere salda un amicizia la gratitudine verso un regalo che era una vera merda e di cui non sapevo cosa farmene.
Sono gay perché ho fatto una scelta.
Tutto sommato, sono un uomo onesto.
lunedì 21 luglio 2008
DALL' ALTRA PARTE DELLA STRADA
venerdì 9 maggio 2008
Su ho solo la mia immagine riflessa sul tetto, non è stata una bella idea aver degli specchi sul soffitto.
Io fermo, disteso riesco a guardare solo me stesso ma quante volte mi ha guardato da solo quello specchio?
I giorni passano e io mi addormento sempre li da solo.. un giorno dopo l’altro, io penso, io fisso il vuoto, io sorrido stupidamente, io saltello e molto spesso mi capita di pensare.. a cosa? Perchè? cosa mi prende?!?
venerdì 4 aprile 2008
Dovrei iniziare a crederci anch’io perché ho le palle piene e forse sto crescendo,
ma quando il gioco comincia io non ce la faccio a non cedere.
La gente ha delle strane idee sul mio conto, ma a me piace sfatarle .. ma la gente vive di luoghi comuni, di chiacchiere e la loro sabbia si gretola fra le loro mani.. vola via e io la vedo, si la vedo che vola via.
domenica 17 febbraio 2008
L'UOMO SBAGLIATO
Il pc è distante mi sforzo a leggere ciò che sto scrivendo, sicuramente non rileggerò come sempre.
E’ passato così tanto tempo caro blog, ma sei sempre stato nei miei pensieri sempre, tu mi hai sempre ascoltato nel bene e nel male, tu non hai mai deriso o commentato il mio pessimo carattere e le mie pessime scelte, tu hai la capacità di sapere ma non giudicare, tu sei al disopra di tutto drammaticamente muto ma talmente pensoso da farmi crescere leggendo e rileggendo con i mesi che passano gli spaccati della mia stessa vita.
Dunque considerando che io credo che nessun amore vero termina mai, eccomi qui a scriverti, malgrado i mesi passati cercherò di essere minuzioso come sempre.
Il sole ha portato in questi giorni voglia di primavera, ed è chiaro che la primavera sveglia in me sessualità illimitata, mi piace sentire il vento fra i capelli, mi piace vedere la gente un po’ più scoperta, mi piace osservare gli uomini con le loro braccia scoperte, mi piace mangiare un pacco di patatine al sole mentre vedo una coppia amoreggiare, mi piace fumare una sigaretta tolte sciarpe e cappotti lasciando il travedere un malizioso e complice scollo a v.
Sono sbagliato, quante volte mi sono sentito ripetere questa parola.
Sono sbagliato perché mi piace far sesso, perché uso il mio corpo e l’accompagno con chi credo sia gradevole e bravo nel complementarlo.
Ho avuto a che fare con delle persone un po’ deludenti ultimamente il penultimo ragazzo che mi aveva abbordato mi ha detto che dopo averti letto caro blog, era il caso di evitare di incontrarmi perché non riteneva idonea la mia visione della vita e del sesso.
Ma per scopare c’è bisogno di avere in comune una visione ben precisa della vita?
Io la mia visione della vita perfetta malgrado tutto l’immagino con una bella camera da letto dalle pareti bianche, le finestre aperte, un buon lavoro, tanto benessere e vedo con un uomo più grande di me,vedo abbracci davanti la tv, sento delle braccia possenti, una visione che possa farmi dimenticare ogni piccolo dolore accumulato nell’arco della mia giovinezza mentre all’interno del mio corpo come adesso scivolano dita che quasi mai arrivano al cuore.
Questa è la mia visione della vita, questo è quello che io vorrei ma non adesso, non per forza adesso… io credo che le cose debbano arrivare da sole, che non bisogna certamente cercarla quell’emozione che ti sgorga dentro e ti sorprende quando ti batte il cuore, ti sorprende e basta.
Per adesso quindi voglio restare il ragazzo sbagliato, il ragazzo che vive attimo per attimo e cerca di fare più cose possibili nel più breve tempo…per questo caro blog sono stato assente in questi giorni, non perché non sentissi l’esigenza di raccontami, Fabrizio è il solito Fabrizio chiacchierone di sempre.
Il biglietto l’abbiamo prenotato fra venti giorni parto per i caraibi, il viaggio mi spaventa sarà lungo e astenuante o per lo meno così lo immagino ma poi non vedo l’ora di bagnarmi nel caldo mare e rotolarmi fra la sabbia finissima, ho un compagno di viaggio speciale il quale oltre ad aver pensato alla vacanza mi sa ascoltare è una persona magica perché pensa che io possa regalargli attimi e emozioni insostituibili, che io possa insegnargli la vita e che possa capirlo più di nessun altro… in realtà caro blog è lui a insegnarmi parecchio e a farmi riflettere, con la sua timidezza e i suoi silenzi che ormai sono divenuti troppo sgamati ai miei occhi, quando c’è qualcosa che non và io lo capisco.
Dunque non resta che partire, finalmente una calda vacanza dall’altra parte del mondo.
La casa è sempre ben accogliente e oggi aggiungerei molto ordinata, ieri dopo una cena olandese a casa di un amica sono stato a ballare in una grossa discoteca gay milanese, ho conosciuto un ragazzo molto carino, mi puntava da un po’ e quindi ho fatto il primo passo perché forse era giusto così, siamo finiti a scopare come i maiali sul mio letto.
Caro blog, ho molta paura di invecchiare e lo dicevo ieri ad un mio caro amico, gli spiegavo mentre la musica era assordante che è difficile piacere e basta, perché non ti dà esperienza.
Io credo che il tempo non abbia limiti ma che debba imparare adesso a far capire a qualcuno che mi piace, io caro amico non so corteggiare, non sono bravo e nessuno mi ha spiegato come si faccia perché non c’è una scuola.
Il fatto che gli altri siano sempre venuti da me, non credo sia una bella cosa, sono terribilmente insicuro e devo ammettere che tutte le volte che ci ho provato a far capire a qualcuno che mi piaceva, che ero interessato tutto è andato a puttane, soprattutto perché dopo pochi minuti eravamo già nel mio letto e lui era dentro me, forse non bisognerebbe bruciare così velocemente le tappe ma sono una persona troppo passionale e voglio il cazzo prima di ogni cosa se ho purtroppo troppa voglia.. dovrei pensare magari prima alla testa, al dopo… ma sono così istintivo e precipitoso.. è una giustificazione?
Il lavoro prosegue e va bene, trovare dei colleghi con cui ho affiatamento e mi spacco da ridere mi fa star bene e sul lavoro è importante.
Mi riempio un altro bicchiere di vino.
Adesso non vedo l’ora di partire, magari chi lo sa che questo viaggio non mi serva per capire tante cose, un po’ di autoanalisi và sempre bene, come se già non me ne facessi abbastanza!!!! È proprio questo il problema che mi analizzo ma alla fine sbaglio sempre… inesorabilmente eternamente imperfetto.
Alla prossima.
domenica 9 dicembre 2007
LA CONSAPEVOLEZZA DI VOLER CAMBIARE
Finalmente oggi ho un po’ di tempo per me stesso, lavoro e palestra mi sembrano un binomio insormontabile ma grazie a dio la combinazione funziona e va avanti.
A cosa serve spaccarsi il culo se poi ho appena finito di divorare 13 profitterol allattandomi con del succo di pera non lo so, ma forse è questo di cui ho bisogno proprio perché paradossalmente domani avrò un’altra dura giornata è tutta questa dolcezza mi consola.
Il tempo ci ha portato le feste, l’estate personalmente mi sembra lontana un miglio anche se sembra esser trascorsa da pochissimo tempo, dubito di incrociare il mare molto presto anche se la mia previsione insieme al mio amico era di una vacanza a Zanzibar a fine Marzo che probabilmente salterà perché un'altra volta sarò ricoverato nel mese di febbraio o marzo, ma poi sarò più bello….
Questa mattina mi sono svegliato un po’ inverso ho dormito moltissime ore questa notte e per mia scelta ieri non sono uscito in quanto ero a pezzi dalla settimana, stamane appena sveglio avevo già sonno come se non avessi riposato… si può svegliarsi e non veder l’ora di addormentarsi di nuovo? Sono così andato su msn, ho scelto un contatto per scopare e me lo sono invitato a casa per le sedici, un cesso da paura che non ho pensato due volte di sbattere fuori casa.
Le chat ingannano, spesso ti immagini questi bei cavalli e poi ti arrivano a casa delle caprette… io non mi faccio sbattere dalla caprette, così con l’amaro in bocca o per meglio dire con la bocca ancora troppo vuota e affamata sono andato sul sicuro, sono tornato su msn ed ho scelto un vicino di casa niente male che prima dell’estate avevo collaudato da me, mi ha scopato sul suo letto mentre stavo a pecora tutto il tempo, ero nervoso e avevo bisogno di farmi sbattere un po’.
Io quando sono nervoso sto male di stomaco non so se capita a molti altri ma non riesco a capire perché almeno una volta alla settimana mi viene la cagarella, il mio dottore dice che è una forma di stress, ma io non mi sento particolarmente stressato, non conosco la malattia e non mi sembra di avere una vita molto diversa da quella dei miei coetanei se non qualche responsabilità in più.
Era da molto che non postavo qualcosa di me, a Roma sono stato benissimo, due giorni volati come due istanti, ma molteplici ricordi ben saldi nella mia mente, un coinvolgente gruppo di ragazzi che mi ha travolto a suon di Raffaella, bizzarra esperienza ma unica.
Ho avuto un attività di sesso molto proficua, ma adesso mi sento aperto a qualcosa di più importante, so che possa sembrar strano ma anche oggi mentre mi scopava a sangue l’ultimo arrivato sentivo che forse la mia strada non era propriamente quella perché pensavo all’ultimo di cui invece qualcosa me ne importa, me ne importato e di cui il nome risuona spesso non solo sul display del mio cellulare ma anche nella mia testa.
Vedere la tv insieme a te è stato rilassante e familiare.
Sono stato bene a tenerti la mano a guardarti negli occhi e a credere che ancora me che vuoi.. se lo vuoi.
Devi perdonarmi se adesso sono una troia, chiedo spesso al mio amico Daniele se lo sono e lui mi risponde di no, perché non mi faccio pagare ma allora perché Daniele non riesco a smettere? Daniele dice che sono solo affamato.
Se Babbo Natale mi porterà qualcosa quest’anno vorrei una persona tranquilla e normale accanto a me, una persona che sappia tenermi testa, una persona che mi sappia voler bene.
Io non credo di poter voler bene a qualcuno, di potermi affezionare di nuovo, ma sono libero di testa, sto personalmente benissimo e se qualcosa verrà vorrei fosse qualcosa di superiore, come la cioccolata quella buona, perché personalmente come dicevo da soli si sta veramente bene con Fabrizio.
Ma Fabrizio sono io…
Se precaria è la mia voglia di continuare per questa strada, sicuro è l’amore che provo verso certe persone che mi stanno accanto e ci stanno ancora è anche colpa loro se adesso mi sento pienamente soddisfatto e ricco di benevolenza, ma si sa gli amici non te li scegli ne forzi la mano, gli amici sono gli amici punto.
Se natura crea però il tempo distrugge spesso mi viene detto, meglio andare a comprare del pollo per questa sera ho appena finito di mangiare e già ho fame, ancora.
Il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre, il tempo scorre….
domenica 4 novembre 2007
DENUNCIATO PER MOLESTIE
Ho passato con difficoltà questo ultimo mese e se attualmente ci penso e sorrido e perché grazio a dio ho avuto la forza di reagire nel modo giusto e come mi hanno insegnato.
Non pensavo che poteva succedere, di arrivare a tanto e non credevo che proprio a me che fondamentalmente ho sempre avuto un discreto comportamento con le ragazze le quali ho sempre ritenuto più mature e intelligenti degli uomini.
Questa volta evidentemente avevo giocato male le mie carte o per meglio non le ho giocate proprio ho semplicemente subito.
Lunedì 08 Ottobre C.A. mentre svolgevo il mio consueto lavoro, una collega mai vista prima posta dietro me che non conoscevo prima e non avevo mai visto prima di allora, da subito ha iniziato a disturbare il mio operato con considerazioni e domande fastidiose, offensive e fuori luogo, sul quale fossero i miei gusti, cosa mi piacesse e se fossi fidanzato.
Piu’ volte l’ho invitata a smettere, ma incurante delle mie parole con ironia e sfida continuava ad inquietarmi, distraendomi dal mio regolare servizio, infastidendomi a tal punto d’attirare l’attenzione di un mio superiore che incuriosito ci chiedeva cosa stesse accadendo.
La signorina forse si è sentita umiliata e offesa dal mio no.
Io non ho mai detto no a una ragazza, non l’ho dovuto fare perché non sono mai dovuto arrivare a questo punto.
Ho sempre evitato poiché i miei gusti sessuali anche se non li esprimo totalmente sul lavoro nel quale ritengo ci voglia una “certa” serietà e dico “certa” perché io sono un giocherellone anche in quell’ambito.
Ma una ragazza no, non ci ho mai pensato, non mi piacciono e non credevo potessero arrivare a tanto nello stesso frangente la stessa collega si alzava e veniva contro la mia persona aggredendomi prima con violenti schiaffi, poi con calci (incurante della presenza del mio capo a calmarsi e dei mie colleghi che accanto a me svolgevano il loro operato) continuava a urlare e minacciandomi mi avvertiva che mi avrebbe atteso giù in cortile al temine del lavoro per “farmela pagare”.
Pagare per che cosa? Per aver rifiutato o fatto finta di non capire?
Alle ore 00.05 finito il mio turno, mi avviavo all’uscita in compagnia di alcuni colleghi, Fuori, ad aspettarmi insieme alla troia c’era anche il fidanzato, e si perché la troia non avrebbe neanche detto al ragazzo che ci stava provando bensì pensò bene di raccontare al ragazzo una mia presunta “molestia” e il tipo furibondo non ci ha pensato due volte , a sua volta ad aggredirmi e schiaffeggiarmi con minacce e insulti.
Me le sono prese e senza motivo.
Ovviamente la tipa licenziata in tronco, mi ha continuato a minacciare ma è stata poco furba perché recandosi dalle forze dell’ordine non ha pensato bene che nonostante la sua denuncia per molestie denunciare un frocio come me avrebbe solo fatto ridere le forze dell’ordine.
Ma che si denuncia un frocio per molestie sessuali a una donna?!?!
Non credevo che nella mia vita, dove i giorni passano come su un ascensore potessi mai essere denunciato da una donna per molestie sessuali, davvero non ci credo, non ci voglio credere.
Ho passato così giorni in casa, giorni perseguitato da questi due balordi, giorni in caserme fra carabinieri poco competenti, risate e pianti, tanti pianti perché anch’io con il mio scudo a tanto non credevo di arrivare non così veloce.
Sopra e sotto il mio umore, a volte allegro per il paradosso, talvolta preoccupato e timoroso.
Giorni in cui sono stato a casa per una settimana forzatamente dal lavoro, giorni in cui ho dovuto passare il tempo a pulirmi le piume e a pensare perché mi debbano succedere questo tipo di vicende, perché debba attrarre l’attenzione di chi spesso non mi interessa.
Sono passati giorni, ore e minuti da allora ma il ricordo e la paura sono ancora vivi dentro me, l’incredulità e l’imbarazzo semplicemente per una frase molto distinta ed educata: “perdonami, sto svolgendo il mio lavoro, ma ti ringrazio comunque delle tue attenzioni”.
Questa sera resto in casa, finalmente.
Sono stati davvero giorni pesanti questi fra lavoro, palestra, dentisti e molto sesso.
Sò di essere sempre diretto sull’argomento ma credo che adesso possa essere il caso di trovare una persona che possa darmi attimi singolari, attimi con qualcosa di “più” ma poi mi giro e mi rigiro e sempre cazzi nuovi sono.
Non ricordo nemmeno il nome del tipo di oggi pomeriggio, probabilmente non gli ho neanche chiesto come si chiamava, ho ricevuto dieci minuti fa un suo sms nel quale mi diceva che voleva rivedermi e che è stato bello… ma bello cosa? Bella una cavalcata? Una sborrata?.. cosa possa essere stato bello oggi pomeriggio? Ho cancellato il suo numero, non mi piace ripetermi neanche sul sesso, se non col mio ragazzo.. ma quello è amore.
Sarebbe un peccato privarsi adesso di tutto questo sesso, di questi momenti e di questi cazzi specialmente in questo periodo in cui avrei voluto sprofondare.
Vivere da soli, soletti è difficile ragazzi e io che pensavo fosse una passeggiata… si il cazzo, quante volte ci siamo fatti travolgere dall’idea che vivere da soli sia fantastico? Non è così, non lo è.
Ho trascurato molti amici in questo periodo, sono uscito praticamente pochissimo, ma mi rifarò a Roma e poi ci sono molti progetti in atto.. speriamo bene.
E’ arrivato l’inverno ho i piedi che mi stanno chiedendo ufficialmente un caldo rifugio, ma in casa mi piace terribilmente stare scalzo.
Tengo i capelli ricci per quanto nervosismo ho dovuto disciogliere nel mio sangue in questi giorni, una cosa è certa: non chiedete a Fabrizio perché è un senza cuore o perché possa essere così frenato perché irrimediabilmente questi pezzi creano sempre un muro più insormontabile è ovviamente il peggio è sempre mio.
Io non so essere quello che non sono, non riesco a essere indifferente ai commenti che spesso qualche stupidino mi lascia su questo blog, ci penso ci ripenso e talvolta quest’ultimo diventa argomento di serata fra amici.
Lo dico adesso e non intendo ripeterlo, io non ho bisogno di insulti e attenzioni senza senso, se scrivo in questo blog che ritengo un mio piccolo spazio è perché mi piace confrontarmi, rileggermi e capirmi.
Confrontarmi non vuol dire insultarsi, perciò ben vengano le critiche ma da oggi gli insulti gratis, le offese senza senso verranno cestinate.
Questo non perché io non accetti il parere degli altri ma perché ritengo che l’educazione venga prima di ogni cosa.
Se non vi piace non leggetemi, non commentate o provate a denunciarmi ponderandone però la causa questa volta, il mio alibi potrebbe essere ancora una volta troppo forte.
Balliamoci sopra và..
martedì 16 ottobre 2007
domenica 16 settembre 2007
CI SARA' UN BUON ALBERGO PER GENTE CON LE OSSA UN PO' ROTTE, DA QUESTE PARTI STANOTTE
gli occhi negli occhi, talvolta feriscono.
Fabrizio è un ragazzo malinconico, talvolta un ragazzo ricco di controsensi.
Cinque mazzate e una carezza, una carezza come tendere l’amo verso quella felicità dissipata da tempo.
Non è che io sia infelice, ma talvolta vivere da solo e nei silenzi, quelli immensi ti senti le vecchie ferite che bruciano, tornano pian piano ad aprirsi e far male, proprio quelle ferite che haimè pensavi di aver chiuso da tempo.
Non voglio sentirmi dire che ci sto ancora male, che non ho dimenticato, queste parole mi danno tremendamente fastidio ma quello che mi brucia è la rabbia, quella per il mio fallimento quello per non comprendere come abbia fatto male a fidarmi, in cosa esattamente sia dovuta la fine di un amore, un amore che credevi grande.
Cosa è bianco e cosa è nero mi domando tutti i giorni, cosa è il senso di un bacio, di una promessa se poi questa non si rispetta e perché due persone possano dirselo e ripeterselo a vomito: “Non ti lascio mai” e poi?
Male mi fa male si, perché non posso fidarmi adesso, uso il cervello ho eternamente autocontrollo ancora adesso dopo due anni, forse ne passeranno dieci, quindici che ne so.. ma ogni volta non è una novità dar “un senso” a una carezza, mi domando il perché mi si faccia una carezza e avere questo eterno autocontrollo è terribile, mi sento un bambinetto idiota quando dopo essermi svuotato le palle e essermi divertito, anzi ancor prima di venire mi ripeto nel mio cervello, non ti innamorare Fabrizio non ti innamorare.
Nel mio cuor, nella mia anima ci sono eternamente fili spinati, cancelli insormontabili, enormi corridoi che non trovano pace, lunghi pensieri e molti silenzi e credo non ci sia niente da capire se oggi voglio scopare e in momenti come questo mi sento terribilmente solo, ripensando all’ultimo che credeva che io potessi essere una persona che ha qualcosa da dare.
Non c’è niente da capire se attualmente ti sto pensando, se pochi mesi fa eri qui, in casa mia (sono passati solo 3 mesi, forse quattro) ma ti ho bloccato sul nascere, un parto stroncato, un aborto anche abbastanza precario perché Fabrizio non può amare ti ripetevo, Fabrizio non può, non adesso.
E così sei sparito, anche tu uno dopo l’altro eterna catena di montaggio.
Buttati Fabrizio mi dicevo!, dai una possibilità al ragazzo belloccio e abbronzato, provaci è anche intelligente ma nulla.
Penso, passo momenti a farlo se mi credo sconfitto, perché la mia rabbia è il non trovare la ragione perché una storia possa finire, perché possa far male e quel dolore si trascini sulla tua vita giorno dopo giorno, così adesso posso essere giudicato su un letto mentre un gemito e l’altro si susseguono, una sborrata dietro l’altra ma forse oggi no, verrei incontro ai sentimenti se solo ce la facessi, se solo fossi capace, se solo non avessi amato per capire quanto male fa a rimaner bruciati ad aver giocato col fuoco.
Per carità tutti ci siamo passati, ma per me è diverso, si credo sia diverso.
Non mi si dica quindi che sono una troia, che non conosco il vero amore, che faccio schifo semplicemente perché do un po’ di colore alla vita grigia di questa grande città, rotolandomi su coperte Ikea di diversa tinta e di diversi appartamenti.
Guardo fuori senza vedere quello che c’è dentro e così le persone di me, giudicano, li sento i loro occhi, perché dicono che io sia un tipo freddo, distaccato, un tipo che se la tira, ma cosa ne sanno queste persone?.
I primi distaccati solo loro, ma mentalmente che parlano e sparlano provocando violenti impulsi, si alla mia indifferenza e alla mia compassione.
Così sono l’una e venti minuti primi, la radio suona in salotto e io qui davanti il monitor a scrivere dei miei sentimenti che non rileggerò per non farmi delle grosse risate, sei un dissociato Fabrizio non capisci neanche tu cosa vuoi, perché lo vuoi e dopo aver riletto rischieresti di andare a cancellare tutto, adesso le cose sono due o ti metti a letto sperando nell’affetto dei tuoi colleghi domani pomeriggio o ti metti addosso un'altra camicia e te ne vai a ballare, a che scopo? Di trovarne un altro e poi alla fine …
Berrò ancora del buon vino, rosso.
Sono sospeso in mezzo ad un azzurro artificiale, mi guardo attorno e avrei voglia di tenere gli occhi chiusi, chiusi per aspettare una carezza una di quelle soffici, una carezza che non abbia pregiudizi perché non vedrei chi è che me la porge, non ci sarebbero capelli scuri, muscoli, altezza, bellezza… sarebbe un soffio caldo per me, un soffio pulito che mi faccia riaprire il cuore.
Sono qui ad aspettarlo e interminabili i giorni passano non credo che qualcuno possa prima o poi sfiorarmi il cuore ancora una volta, indietro non si può tornare questo è chiaro.. bhè una cosa l’ho capita ed è quella che ogni persona ti lascia un segno, ogni storia, ogni momento ed ogni attimo hanno a che fare con te e prima o poi prenderanno a sberle il tuo destino e la tua malinconia.
Come vorrei ripetermi che mi sbaglio, come vorrei non lasciarmi andare ma talvolta il calore lo senti ..restano i tuoi cari, gli amici e i sorrisi quelli che non si consumano, grazie a dio.. quelli no.
Ho chiuso è la scelta non è mia, non mi do per vinto mai ma questa volta credo di essere arrivato al culmine. Fabrizio non riesce piu’ a innamorarsi.
Ho fatto una cazzata a scrivere tutte ste merdate.
Fabrizio sta male ma cura non c’e ne.