E così arrivò anche la fine di Agosto.
Sorseggiando un caffè bollente, in questa non proprio freschissima giornata estiva mi è venuta una voglia di raccontare, come sempre.
Ci fosse qualcuno con cui parlare delle volte sarebbe più semplice, ma aspetto paziente.. arriverà.
Ci sono giorni e giorni.
Giorni in cui sei un leone.
Giorni in cui vorresti prendere il primo sconosciuto e dirgli: “Ti prego resta con me” .. ma non è facile trovare le parole delle volte.
E così ricominci domani e poi dopo ancora.
In questi “giorni” mi sento terribilmente in disagio con le persone che quotidianamente incontro, nel lavoro, in discoteca o negli ambienti che haimè tutti frequentiamo.
Tutti uguali, perché mi sembrano terribilmente tutti uguali?
Ma soprattutto io sono come loro? Così vuoti.. così terribilmente monotoni.
Sono queste le domande che mi picchiano in mente costantemente, così ti senti un pesce fuor d’acqua.
E’ una strana sensazione, quella sensazione in cui tu sei il pesce, e ti ritrovi a prendere il sole involontariamente in una spiaggia deserta… il sole ti sta per bruciare, e tu… cerchi l’acqua, ti manca il respiro.
Vuoi chiedere aiuto e ti aggrapperesti volentieri al supporto delle persone vicine ma le vedi vuote, aride e prive di quella cosa, che non sai neanche tu cosa sia.
I tuoi occhi invece li vedi brillanti, i loro fermi, statici.
Questa estate ho deciso per questo di fare delle vacanze un pò diverse.
Ho preferito stare vicino ai miei cari, accudirli per quello che mi è possibile.. perché è il ciclo della vita.
Con il tempo infatti, ti accorgi che devi necessariamente ricambiare l’amore che ti è stato donato, non perché è un dovere, ma perché senti che è così e basta.
Crescendo capisci davvero quali siano i valori importanti, i valori che non ti tradiranno mai, sono i tuoi cari.
Quelli che delle volte soffrono in silenzio a guardare i tuoi sbagli, ma non ti giudicano.
Così quest’anno sono riuscito a fare una carezza a mio nonno, la prima.
Mio nonno è sempre stato il boss della famiglia, intoccabile.
Avete presente quelle persone che ci sono ma che non si vedono? Quelle persone che nell’aspetto sembrano burberi e aridi ma che si impegnano una vita intera per dare tutto alla propria famiglia, quelle persone che non vedi praticamente mai e che non parlano.
Quelle persone che cenano da sole alla sera e che non capisci perché non facciano una carezza ai propri figli.
Così quella carezza che probabilmente avrebbe voluto ricevere mia madre, l’ho data io a mio nonno quest’estate.
Per me questa è stata l’essenza della bella stagione.
Nello spazio e nel tempo mi sono allontanato anni luce, da quello che è il mondo omosessuale in mete estive.
Non amo i circuit del genere, non amo quelle vacanze in cui se non ti diverti per forza devi ricorrere al divertimento in cellophane e miscugli vari.
Mi sono risparmiato dalla visione di quei corpi gonfi con le pupille fuori dalle orbite, con quella grinta artificiale che è alquanto dubbia e spesso triste, viva la maturità, viva la distinzione.
Sarebbe interessante raccontargli che anche in una grande città come Milano è bello sorridere, che alla noia sempre più invadente basterebbe un abbraccio.
Mi piacerebbe spiegare, con tutta la modestia del mondo, che è bello essere diversi saper dire: “No grazie”.
Rischiando anche di sembrare stronzi.
Ma continuo a vederli tutti uguali, tutti trasudanti nelle loro canotte, niente miti da emulare, niente sogni, niente ambizioni, niente stimoli.
Ne ho francamente, pieni i coglioni .. i giovani gay fanno stronzate per sentirsi adulti. Gli adulti le fanno per sentirsi giovani.
E così è un eterna lotta. Un eterna sfida nell’essere quello che si è.
E arrivò settembre, un'altra stagione è andata.
Novità? Forse tante.
Non posso chiedere certezze a questa vita, ma se posso Dio, mi piacerebbe sentirmi come loro, senza presunzione ti chiedo possibilmente di non farmi essere proprio terra terra.
Mi piacerebbe vedere l’amore e i sentimenti, a patto che loro riescano ancora a vedere me.. queste ferite prima o poi devono chiudersi.
Non si può sempre crescere in fretta, dammela un po’ di superficialità se non chiedo troppo.
Sorseggiando un caffè bollente, in questa non proprio freschissima giornata estiva mi è venuta una voglia di raccontare, come sempre.
Ci fosse qualcuno con cui parlare delle volte sarebbe più semplice, ma aspetto paziente.. arriverà.
Ci sono giorni e giorni.
Giorni in cui sei un leone.
Giorni in cui vorresti prendere il primo sconosciuto e dirgli: “Ti prego resta con me” .. ma non è facile trovare le parole delle volte.
E così ricominci domani e poi dopo ancora.
In questi “giorni” mi sento terribilmente in disagio con le persone che quotidianamente incontro, nel lavoro, in discoteca o negli ambienti che haimè tutti frequentiamo.
Tutti uguali, perché mi sembrano terribilmente tutti uguali?
Ma soprattutto io sono come loro? Così vuoti.. così terribilmente monotoni.
Sono queste le domande che mi picchiano in mente costantemente, così ti senti un pesce fuor d’acqua.
E’ una strana sensazione, quella sensazione in cui tu sei il pesce, e ti ritrovi a prendere il sole involontariamente in una spiaggia deserta… il sole ti sta per bruciare, e tu… cerchi l’acqua, ti manca il respiro.
Vuoi chiedere aiuto e ti aggrapperesti volentieri al supporto delle persone vicine ma le vedi vuote, aride e prive di quella cosa, che non sai neanche tu cosa sia.
I tuoi occhi invece li vedi brillanti, i loro fermi, statici.
Questa estate ho deciso per questo di fare delle vacanze un pò diverse.
Ho preferito stare vicino ai miei cari, accudirli per quello che mi è possibile.. perché è il ciclo della vita.
Con il tempo infatti, ti accorgi che devi necessariamente ricambiare l’amore che ti è stato donato, non perché è un dovere, ma perché senti che è così e basta.
Crescendo capisci davvero quali siano i valori importanti, i valori che non ti tradiranno mai, sono i tuoi cari.
Quelli che delle volte soffrono in silenzio a guardare i tuoi sbagli, ma non ti giudicano.
Così quest’anno sono riuscito a fare una carezza a mio nonno, la prima.
Mio nonno è sempre stato il boss della famiglia, intoccabile.
Avete presente quelle persone che ci sono ma che non si vedono? Quelle persone che nell’aspetto sembrano burberi e aridi ma che si impegnano una vita intera per dare tutto alla propria famiglia, quelle persone che non vedi praticamente mai e che non parlano.
Quelle persone che cenano da sole alla sera e che non capisci perché non facciano una carezza ai propri figli.
Così quella carezza che probabilmente avrebbe voluto ricevere mia madre, l’ho data io a mio nonno quest’estate.
Per me questa è stata l’essenza della bella stagione.
Nello spazio e nel tempo mi sono allontanato anni luce, da quello che è il mondo omosessuale in mete estive.
Non amo i circuit del genere, non amo quelle vacanze in cui se non ti diverti per forza devi ricorrere al divertimento in cellophane e miscugli vari.
Mi sono risparmiato dalla visione di quei corpi gonfi con le pupille fuori dalle orbite, con quella grinta artificiale che è alquanto dubbia e spesso triste, viva la maturità, viva la distinzione.
Sarebbe interessante raccontargli che anche in una grande città come Milano è bello sorridere, che alla noia sempre più invadente basterebbe un abbraccio.
Mi piacerebbe spiegare, con tutta la modestia del mondo, che è bello essere diversi saper dire: “No grazie”.
Rischiando anche di sembrare stronzi.
Ma continuo a vederli tutti uguali, tutti trasudanti nelle loro canotte, niente miti da emulare, niente sogni, niente ambizioni, niente stimoli.
Ne ho francamente, pieni i coglioni .. i giovani gay fanno stronzate per sentirsi adulti. Gli adulti le fanno per sentirsi giovani.
E così è un eterna lotta. Un eterna sfida nell’essere quello che si è.
E arrivò settembre, un'altra stagione è andata.
Novità? Forse tante.
Non posso chiedere certezze a questa vita, ma se posso Dio, mi piacerebbe sentirmi come loro, senza presunzione ti chiedo possibilmente di non farmi essere proprio terra terra.
Mi piacerebbe vedere l’amore e i sentimenti, a patto che loro riescano ancora a vedere me.. queste ferite prima o poi devono chiudersi.
Non si può sempre crescere in fretta, dammela un po’ di superficialità se non chiedo troppo.
“Nascondimi ti prego, in una canzone,
in un pensiero che non sia una prigione!
Se mi sorprenderanno ancora a sognare
sarà la fine, ed io non voglio morire!”
Se mi sorprenderanno ancora a sognare
sarà la fine, ed io non voglio morire!”
9 commenti:
Se riesci a trovare il modo di rifugiarti nella superficialità, fammi un fischio. Io più ci provo e più sprofondo, perché non sono proprio capace di galleggiare sulla plastica.
potresti provare ad essere superficiale quanto vuoi , pero se non lo sei, se sei diverso se sei uno che va controcorrente tornerai sempre ad essere come sei.. e vedrai arrivara qualcuno diverso qualcuno con cui potrai parlare qualcuno che sapra anche ascoltarti..
caro fabrizio, nn hai idea di quanto io ti capisca bene. Mi piacerebbe chiacchierare un po' con te, anche per raccontarti la mia esperienza che sto vivendo con una grande sofferenza. Se vuoi mandami un'e-mail al mio indirizzo incmeet@gmail.com. Se avrai voglia sono pronto ad ascoltare tutto ciò che vorrai dirmi: parlare a volte rende più liberi. Per ora ti abbraccio. Passa una buona domenica.
siamo tutti diversi uno dall'altro ognuno di noi unici .... quindi anche tu unico!!! :)
...credo in quella carezza... la portera' con se per sempre e poi ancora e ancor sempre di piu'! Quella carezza vi rende "vicini"...
(PREMETTO CHE QUESTA RISPOSTA NON INTENDE ESSERE OFFENSIVA SOTTO NESSUN ASPETTO).
Hai così tanta voglia di avere conferme dagli altri perché sotto sotto sei un ragazzo molto debole. Hai paura del confronto con uno sconosciuto perché potresti accorgerti di aver bisogno davvero di qualcun'altro per stare bene, ma allo stesso tempo hai paura di perdere la tua libertà, il tuo posto nella vita di chi ti sta intorno. Se per un attimo riflettessi su quello che fai, ti accorgeresti che forse l'opportunismo delle persone ti ha reso quello che sei ora, non il loro affetto. Non ci pensi 2 volte a sputtanare le persone mercificando ciò che ti scrivono e le loro foto per sentirti appagato, forte, il numero 1. La tua nuova pagina di FB non è diversa da quella che avevi prima, non fai altro che creare audience facendo oggetto delle tue ire tutto ciò che gli altri fanno. Perché al posto di essere aggressivo, impulsivo, offensivo, non provi a scrivere nei tuoi post la voglia di vedere un amico per sfogarti, per tirare fuori il dolore che hai dentro? Scrivi spesso che hai voglia di innamorarti, che sono tutti uguali, se tutti sono bravi a giudicare tutti, dovresti realizzare che tu non sei da meno. Rinfacci alle persone attraverso risposte pungenti che sono loro che si prostrano ai tuoi piedi, sono loro che ti chiedono l'amicizia e quindi tu sei libero di dire e fare quello che vuoi. Hai mai pensato che la gente che ti chiede l'amicizia e poi ti manda affanculo, non è sempre volpe che non arriva all'uva, ma forse qualcuno che avrebbe il piacere di conoscerti seriamente? Hai mai pensato che forse il tuo passato da PR agli occhi di un semplice ragazzo può farti apparire come uno che avrebbe davvero il potere di far crescere sotto l'aspetto omosessuale quei ragazzi che ancora oggi devono nascondersi per il modo in cui è messa la nostra Nazione? Io farei fuoco e fiamme per averti davanti a me, guardare questo Fabrizio negli occhi per vedere quello che ha da dire, purtroppo il WEB sta deviando ogni tipo di relazione umana, sui PC la gente si ama, si fa la guerra, si odia, si sputtana. chi lo sa, magari un giorno il fato mi porterà difronte a te, allora sveleremo un pò tutti gli altarini di questo ragazzo, che sicuramente senza MAC, I-PHONE e un buon 80% di leccaculo aggiunti in FB, è molto meno personaggio.
ciao fabrizio. è la prima volta che mi imbatto nel tuo blog e ho letto tutto con molto interesse. è raro che qualcuno possa usare tanta sincerità quando parla di se come hai fatto tu, tutti ci nascondiamo dietro qualcosa, quantomeno tu non lo fai con le parole. mi piace il modo in cui fai entrare nei tuo pensieri le persone che come me ti leggono. è stimolante e in qualche modo ci avvicina. non è nessuna perla di saggezza da dispensare perche secondo me ognuno è fatto a modo suo, è un mondo separato, un luogo da scoprire e nessuno puo metterci bocca. ho origini meridionali come te, anzi siamo dirimpettai a essere precisi. tutti e due abbiamo guardato lo stesso mare, lo stesso cielo magari negli stessi momenti, ma da angolazioni diverse. ti lascio il mio indirizzo email se vuoi contattarmi daniele_bocciano@virgilio.it
ciao, a presto!
Parli tanto di valori e rispetto quando tu sei il primo a non darlo. Nel tuo profilo scrivi che non hai intenzione di conoscere persone dal web ma allora io mi chiedi perchè aggiungi tutti e li tratti come pezze da piedi?! ci sono dei ragazzi che ti vedono come un "idolo" e ti permetti pure di giudicare tutto e tutti. Caro Fabrizio sarai anche cresciuto ma resti un egogentrico esibizionista. NOn troverai mai nessuno che ti ami veramente per quello che sei e ricordati il primo ad essere superficiale sei tu. Ma sono sicuro che in fondo non sei quella persona li, un giorno ti conoscerò di persona e sarai tu a farmi o a confermare la mia idea. A presto
ciao Fabrizio,
complimenti! hai un talento incredibile: riesci a mettere nero su bianco i sentimenti e i desideri più profondi e più veri che albergano nel tuo cuore ma credo anche nel cuore di tante altre persone giovani e non, omosessuali e non. ti abbraccio con la solita stima, affetto e simpatia che provo verso di te da quando ti ho conosciuto, per caso al lavoro, a Cesano B. nell'ormai lontano 2005. chissà, forse un giorno ci incontreremo e potremo raccontarci le nostre vite.
continua a "volare alto".
alf
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